• 27 May 2022

Invecchiare non piace a nessuno, ma c’è una differenza di genere, tra maschi e femmine, nell’affrontare il rapporto con il tempo.

La donna che va incontro alla menopausa è una donna consapevole, mentre l’uomo non ha segni chiari e visibili di questa nuova stagione della vita. L’idea che possa essere sempre fertile e fecondare a tutte le età, gli conferisce una sorta di delirio di onnipotenza che lui trasla alla sfera della sessualità ed è per questo motivo, probabilmente, che non riesce ad ascoltare il proprio corpo, le mutazioni alle quali questo viene sottoposto. Anzi le nega, le rifiuta, le sottostima.

Il corrispettivo della menopausa

Eppure c’è un momento storico anche per lui, corrispettivo alla menopausa femminile, conosciuto come “andropausa” di cui si sa poco e niente. A che età in genere subentra, quali sono i sintomi e come migliorare la qualità di vita della coppia? Innanzitutto l’abbassamento dei livelli di testosterone si traduce in uno stato noto impropriamente come andropausa e più propriamente come “deficit androgenico legato all’età”.

Tra i sintomi anche i disturbi del sonno

L’insieme di sintomi che si manifestano sono riconducibili a disturbi sessuali (riduzione della libido, dell’attività sessuale, della funzione erettile e del piacere e un’eiaculazione giudicata insufficiente) e sintomi funzionali quali astenia e aumentata affaticabilità, disturbi del sonno, ma anche ipersudorazione e vampate di calore. Inoltre può verificarsi una modificazione dello schema corporeo con diminuzione della massa magra e della forza muscolare, aumento del grasso viscerale, diminuzione dei peli pubici e ascellari e ipotrofia testicolare.

Dai 30 anni di età il testosterone cala

Spesso poi coesistono disturbi del carattere quali irritabilità o indifferenza, perdita di autostima, mancanza di motivazione e di combattività, disturbi della concentrazione e della memoria a breve termine. Secondo numerosi studi, la diminuzione del testosterone inizierebbe negli uomini all’età di trent’anni, con un calo dell’1-2% all’anno. Senza cadute brutali, questa diminuzione non rappresenterebbe una fatalità maschile, contrariamente alla menopausa che tocca tutte le donne.

Il ruolo della genetica

Nel caso dell’uomo intervengono fattori genetici in virtù dei quali alcuni soggetti conserveranno per tutta la vita tassi elevati di testosterone, mentre altri avranno livelli molto ridotti. Oggi si ritiene che il numero di uomini di età inferiore ai 50 anni potenzialmente coinvolti in questo calo ormonale è circa il 3-4%, dato che sale al 20-55% della popolazione generale ultracinquantenne, con punte dell’80% dopo i settanta. Mentre alcuni uomini ritengono queste variazioni inevitabili, altri pensano che questi sintomi non debbano necessariamente fare parte del processo di invecchiamento.

Cosa dice l’esame del sangue

Ancora oggi, su milioni di uomini con deficit di testosterone solo il 5% segue una terapia. In realtà, non c’è ragione di sentirsi indeboliti o depressi: per un medico è facile diagnosticare il calo del testosterone con un banale esame del sangue e se i primi risultati indicano un tasso troppo basso, non resta che adottare la terapia ormonale sostitutiva con testosterone. Questo ormone è oggi disponibile in numerose preparazioni farmaceutiche con caratteristiche e modalità di impiego differenti tra loro.

Avere uno stile di vita sano aiuta

Esistono formulazioni transdermiche, orali e parenterali a lunga durata, e altre ancora. Il consiglio, valido sempre in tutti i casi, è quello di non aspettare che il problema si radichi nella psiche oltreché nel corpo, e recarsi dal proprio andrologo di fiducia al comparire di uno qualunque dei sintomi sopra elencati, specie se si è oltrepassata la soglia dei cinquant’anni. Per finire, in assenza di patologie importanti, un corretto stile di vita, un sano regime alimentare, una regolare attività fisica e un peso adeguato alla propria struttura fisica sono di certo un toccasana per la sessualità, serena e completa a qualunque età.

E poi c’è l’impotenza

E poi c’è l’impotenza sessuale, non per forza associata con il “deficit androgenico legato all’età” di cui sopra. Entriamo qui in un ambito in cui regna l’ignoranza, la paura, il timore di essere giudicati. Stando ai dati più recenti analizzati dalla Società Italiana di Urologia (SIU) infatti, i nostri connazionali non sono poi così preparati quando si parla di difficoltà di erezione: un italiano su due (52,5%) è convinto che il problema colpisca necessariamente i maschi dalla mezza età in avanti, con un 25% secondo cui il problema riguarderebbe la fascia 50-80 anni e un 27,5% che individua come i più a rischio i soli over 50.

La disfunzione erettile colpisce a ogni età

Non è così: è vero che il rischio di disfunzione erettile cresce con il passare degli anni, ma colpisce uomini di tutte le età e le etnie. Sì, si può curare, ed è stato uno dei principali successi della medicina degli ultimi vent’anni. In sintesi, si effettua un adeguato colloquio, un esame fisico ed ecografie dell’apparato urogenitale. Una volta identificata la o le cause, si instaura la terapia più adeguata. I farmaci più utilizzati ed efficaci sono i cosiddetti inibitori della PDE5, cioè in pratica il Viagra e i suoi successori, ora disponibili in formulazioni a effetto quasi immediato.

Quali le cure

Se questo non fosse sufficiente, è possibile utilizzare uno specifico farmaco vasodilatatore, a base di Prostaglandine E1, che viene iniettato direttamente nel pene con un ago sottilissimo, e che provoca una potente erezione in meno di 5 minuti. Attualmente è disponibile anche una formulazione in crema, da veicolare all’interno del meato urinario, evitando così la temuta iniezione nel corpo del pene. E se tutto questo non fosse ancora sufficiente, a causa di importanti problemi vascolari o neuronali, possiamo utilizzare le protesi peniene.

Efficace in ogni situazione

Si tratta di dispositivi con funzionamento sofisticato che vengono impiantate nel pene con un semplice intervento chirurgico, e che permettono un’erezione meccanica efficace in ogni situazione. Questa soluzione, molto diffusa negli Stati Uniti, permette di avere rapporti soddisfacenti qualunque sia la causa che abbia provocato l’impotenza.

Il ruolo della donna

Il ruolo della donna è importante per affrontare il problema senza imbarazzi e accettare l’eventualità di una sessualità non sempre pienamente soddisfacente, ridimensionando le proprie esigenze e accettando la minore erezione e spinta eiaculatoria per mantenere un clima di coppia di serenità. In cui ci sia ancora spazio per il sesso, ma in cui il sesso non è al centro di tutto. Alcune volte, però, la donna può mal tollerare il cambiamento nella vita sessuale e reagire all’andropausa del compagno in maniera non costruttiva ma collusiva.

L’esperto aiuta la coppia

In questo caso, oltre che a suggerirle un comportamento empatico e comprensivo, non resta altro che consigliarle di rivolgersi a un esperto, uno psicologo-sessuologo, perché la aiuti a capire quel che accade nel proprio compagno per affrontare più adeguatamente la situazione. Solo così sarà possibile trovare soluzioni alternative che comunque consentono il mantenimento di una buona qualità di vita. 

Con la consulenza del professor Alessandro G. Littara, fondatore dell’International Academy in Penoplasty e responsabile del “Centro di Medicina Sessuale” di Milano.

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