• 8 July 2022

Il follow-up a due anni dell’”Australian Placental Transfusion Study”, il più grande trial clinico sul clampaggio ritardato del cordone ombelicale nei bambini nati prima di 30 settimane – svolto in 25 ospedali di sette Paesi- dimostra che attendere 60 secondi per chiudere il cordone ombelicale dei prematuri alla nascita riduce, anche dopo 24 mesi, il rischio di morte o disabilità grave.

Il nuovo studio è stato pubblicato sull’autorevole The Lancet Child and Adolescent Health e coordinato dal NHMRC Clinical Trials Center dell’Università di Sydney, in collaborazione con l’IMPACT Clinical Trials Network della Perinatal Society of Australia and New Zealand e l’Australian and New Zealand Neonatal Network.

È stata confrontata la prognosi a due anni di oltre 1500 bambini inizialmente arruolati: di questi, il clampaggio dopo il parto è stato ritardato di 60 secondi in 767 casi e di soli 10 secondi in 764 neonati. I risultati? Il clampaggio ritardano riduce non solo del 17% il rischio relativo di morte o disabilità grave nella prima infanzia, ma anche del 30% la mortalità prima dei due anni. Inoltre, un minor numero di bambini nel “gruppo chiusura ritardata” ha avuto bisogno di trasfusioni di sangue dopo la nascita.

«È raro trovare un intervento di questa importanza che sia gratuito e non richieda nulla più che un orologio» sottolinea William Tarnow-Mordi coordinatore dello studio e professore di medicina neonatale all’Università di Sydney, sicuro che il semplice accorgimento di aspettare un minuto prima di bloccare il cordone avrà un impatto significativo a livello mondiale, contribuendo all’obiettivo delle Nazioni Unite di porre fine alle morti prevenibili nei neonati e nei bambini sotto i cinque anni.

«Dieci anni fa, i cordoni ombelicali venivano clampati rapidamente dopo un parto molto prematuro e il neonato veniva passato al pediatra nel caso in cui avesse bisogno di aiuto urgente con la respirazione» continua Tarnow-Mordi, spiegando che ora si sa che quasi tutti i bambini molto prematuri inizieranno a respirare da soli nel primo minuto, se gli viene dato il tempo. La spiegazione sembrerebbe risiedere nel fatto che con il clampaggio ritardato del cordone i bambini ricevono globuli rossi e bianchi extra e cellule staminali dalla placenta, aiutando così a raggiungere livelli di ossigeno adeguati, controllare le infezioni e riparare i tessuti danneggiati.»

Fonte:
Lancet Child and Adolescent Health 2021. Doi: 10.1016/S2352-4642(21)00373-4 http://doi.org/10.1016/S2352-4642(21)00373-4  

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