• 11 July 2022

La gestione delle cronicità respiratorie, al netto degli effetti negativi della pandemia sull’accesso dei pazienti alle cure, mantiene purtroppo intatte le preesistenti criticità che, nel caso della BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) si possono sintetizzare in sottodiagnosi, insoddisfacente stratificazione di gravità della malattia, scarsa aderenza al trattamento ed elevata frequenza di riacutizzazioni potenzialmente prevenibili.

Come indicato nel Piano Nazionale delle Cronicità lo strumento fondamentale per migliorare la gestione delle malattie croniche rimane la stesura di PDTA correttamente formulati, condivisi tra i diversi professionisti coinvolti ed adeguatamente implementati e monitorati.

Questo è il percorso che si sta seguendo in Regione Campania ed è spiegato da Fausto De Michele, Direttore UOC Pneumologia e Fisiopatologia Respiratoria AORN “Antonio Cardarelli”, Napoli, alla Winter School 2022 di Napoli, dal titolo “Cambia la Sanità. Reinventare Processi, Ruoli e Competenze”, organizzata da Motore Sanità, promossa e divulgata da Mondosanità e Dentro la Salute e realizzata con il contributo incondizionato di Gilead, Janssen Pharmaceutical Companies of Johnson & Johnson, AlmavivA, Daiichi Sankyo, GSK, IBM, Sanofi, Angelini Pharma, Kyowa Kirin, Siemens Healthineers e Teva.

“In Campania, attraverso una specifica progettualità realizzata su tutto il territorio regionale (Progetto AGIRE), si sta affrontando il problema della correttezza della diagnosi a partire dal setting della Medicina Generale integrato con il secondo livello degli specialisti pneumologi. Questa progettualità nelle sue due componenti di ‘infrastruttura tecnologica e di formazione sul campo’, è in avanzata fase di realizzazione e potrà dare una adeguata risposta alle indicazioni prescrittive contenute nella Nota AIFA 99 che richiede, appunto, una stratificazione funzionale dei pazienti attraverso un esame spirometrico basale (nel setting della Medicina Generale) e, ove necessario, una valutazione di secondo livello nel setting specialistico”.

Santino Marchese, Presidente AIPO Sicilia: “Il PDTA della Sicilia è stato approvato di recente, però non ci troviamo in vantaggio rispetto alla regione Campania, per il fatto che non siamo partiti prima nell’organizzazione dei medici di medicina generale e ora stiamo affrontando il problema. Vorrei focalizzare l’attenzione sul paziente respiratorio critico che va incontro a una fase estrema della malattia, di cui nessuno parla. Sono pazienti che necessitano di supporti vitali per poter continuare a vivere. Noi abbiamo un’organizzazione molto lenta, che non è in grado di dare risposte. “

“Tutto questo potrebbe essere risolto con un approccio diverso. Abbiamo circa 150 pazienti all’anno che spesso arrivano in ospedale per problemi attinenti alla loro problematica clinica e per problemi collaterali che potrebbero essere risolti sul territorio. Quelli che vengono ricoverati, una volta dimessi, devono inoltre avere la garanzia di una continuità di cura. Nel nostro centro, con le strutture che fanno riferimento al nostro ospedale, abbiamo per tanto adottato un modello ad hoc”.

“La BPCO fra le patologie croniche è caratterizzata attualmente e purtroppo da un ruolo ancillare”, conclude Fiorenzo Corti, Vice Segretario Nazionale FIMMG. “Si fa fatica non perché manchino gli strumenti, ma la cultura. I LEA da poco hanno riconosciuto la BPCO come una patologia cronica. Non si può pensare che la gestione di queste patologie sia responsabilità del singolo. Serve un grosso sforzo organizzativo e l’utilizzo di strumenti diagnostici nello studio medico, il cui utilizzo in una logica di medicina di iniziativa e gestione proattiva della gestione cronica deve trovare uno sbocco contrattuale”.

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