• 7 July 2022

Un aiuto 7 giorni su 7 per chi desidera superare indenne le Feste di Natale

Il Natale, nell’idea che ci rimanda la società, è sinonimo di famiglia. Bello, bellissimo per i bambini che aspettano questo momento tutto l’anno, ma per noi adulti, ammettiamolo, è spesso una seccatura, non priva di problematiche.  «Non a caso tra gennaio e marzo aumentano le richieste di terapia da parte dei “Christmas survivors”», spiega la dottoressa Marinella Cozzolino, psicoterapeuta, sessuologa clinica e ideatrice di Dimmy.it, lo psicologo online 7 giorni su 7 dalle 8 alle 24, per superare grandi e piccoli problemi, in maniera umana, reale e concreta. E vivere il Natale con l’entusiasmo di un bambino. «C’è chi non ha una famiglia o chi ha perso una persona cara nell’ultimo anno.

Per loro sarà un Natale di vuoto. Tante persone, poi, patiscono le dinamiche familiari e, in particolare, le dinamiche puntualmente messe in moto da alcuni membri. Ci si avvicina alla terapia per motivi diversi, ma ci si rende poi conto che, alla base di una problematica, c’è spesso un rapporto familiare disfunzionale. Queste persone hanno problemi a pensare un Natale in famiglia, perché in loro produce ansia», continua l’esperta. E poi ci sono le famiglie allargate. «Proprio così. Le famiglie si stanno allargando sempre più verso l’esterno e riducendo internamente.

Cosa significa? Pochi figli, pochi parenti, tanti estranei. Non è un male. Le tavolate quelle belle delle nostre nonne sono un rituale che è bene tramandare. Che poi a tavola ci sia la famiglia del fidanzato di mamma poco importa, purché ci sia armonia e serenità, ai bambini non può fare che bene.

Per quanto riguarda invece gli adulti bisogna tener conto del fatto che il Natale amplifica, come le vacanze estive e tutte quelle occasioni in cui si sta insieme. Il Natale amplifica il bello e il brutto che già c’era prima. Stare a tavola il giorno di Natale con la cognata antipatica è molto complicato e soprattutto a rischio esplosione». Ma non tutto è perduto.

Natale: 7 problemi con 7 soluzioni

  1. Lo scambio dei regali
    «Quando a Natale si uniscono più nuclei familiari, anche i regali possono creare contrasto. Per alcuni il cadeau perfetto è un oggetto dal valore simbolico. Altri però optano per un regalo importante. E quando dai pacchetti escono cose così diverse si crea quanto meno imbarazzo. È importante ricordare che il regalo di Natale deve essere un oggetto simbolico. Evitate di strafare. Mettetevi d’accordo, dove è possibile, sulla tipologia di regalo», avverte la dottoressa Cozzolino.
  2. La frustrazione dei genitori
    «Se mamma e papà non possono permettersi il regalo tanto desiderato da loro figlio, avvertiranno un forte senso d’impotenza. Il desiderio, anche quando non è realizzabile, è già un grande regalo che possiamo fare ai nostri figli. Regaliamo ai ragazzi la possibilità di desiderare e rinforzare i propri desideri. Basterà acquistare un salvadanaio in terracotta, inserire all’interno qualche soldo e dire al bimbo o alla bimba che aspetta il regalo costoso che nei prossimi mesi tutti aggiungeranno soldi a quel salvadanaio, fino a raggiungere la cifra giusta, nonni e zii compresi», continua l’esperta.
  3. Il peso emotivo di un regalo sbagliato
    «Un regalo che può risultare non gradito è quello fatto “perché serviva”. Indipendentemente dal valore, il regalo deve rappresentare un pezzetto di sogno. Può essere meraviglioso ad esempio un libro di poesie, o un profumo che ricordi qualcosa. Il tutto pensato sulla persona», sottolinea la Dottoressa Cozzolino.
  4. Le aspettative deluse
    «Non dimentichiamo che il Natale rappresenta anche il 25 dicembre, gli ultimi giorni dell’anno: si tirano le somme, è un momento di bilanci e conti che non tornano mai. È fondamentale guardare quello che si è riusciti a diventare, non il punto dove non si è ancora arrivati e, comunque, se si è troppo indietro rispetto alle proprie aspettative chiedersi: perché mi sto frenando?», spiega l’esperta.
  5. Il peso della solitudine
    «A molte persone sole fa piacere passare le feste con gli amici, per altre diviene motivo di maggiore sofferenza. È importante che ciascuno senta se stesso e decida cosa fare. Il mio suggerimento è di rendersi utili. Fatevi vivi con qualche associazione di volontariato, date la vostra disponibilità e passerete il Natale più bello della vita», consiglia la Dottoressa Cozzolino.
  6. Il tempo degli annunci
    «Natale non è solo il momento per gli annunci felici, ma anche per quelli scomodi. Si comunica alla famiglia una separazione, un tradimento, un coming out. E l’effetto può essere quello di una bomba ad orologeria che innesca liti furibonde. Quando si deve fare un annuncio di questo tipo non a caso si parla di “approfittare” del Natale e del fatto che la famiglia sia tutta riunita e quindi presente. Ecco, diciamo che non solo non è educato, ma non è saggio per nessuno», avverte l’esperta.
  7. L’uscita di casa dei figli
    «In questo periodo dell’anno i genitori devono gestire la delusione per l’assenza del figlio che magari, per la prima volta, trascorrerà il Natale o il Capodanno con gli amici o con il partner. Inutile dire che i genitori devono imparare lo svezzamento, accettare e rispettare le scelte dei figli e lasciarli andare», conclude la dottoressa Cozzolino.
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