• 6 July 2022

A Rimini, finalmente in presenza, si è tenuto il 58° Congresso Nazionale della Società Italiana di Reumatologia (SIR). E potersi confrontare di persona con i tantissimi partecipanti – oltre 1.500 specialisti e 100 relatori provenienti da tutta Italia- ha significato molto: per aggiornarsi e per avere risposta a mille quesiti che riguardano cinque milioni di italiani che convivono con una malattia reumatologica, tra le oltre 150 censite.

E davvero numerosi sono stati i temi affrontati nella due giorni riminese. Fra i tanti argomenti si è parlato di una vera sfida: definire il profilo molecolare del paziente con reumatologia. Riguardo l’accesso alle cure, sottolinea il professor Roberto Gerli, presidente nazionale SIR: “ I biosimilari sono un passo avanti nell’abbattimento dei costi, ma non esistono per tutte le patologie. La vita delle persone non è fatta solo di farmaco-economia: collaboriamo con le Regioni e l’AIFA, ma è ancora troppa la disomogeneità territoriale”.

Dei 5 milioni di persone che nel nostro Paese sono affette da malattie reumatologiche, il 40% è costretto ad abbandonare il lavoro. Tutto questo dopo anni -fino a 7 per la fibromialgia- in attesa di dare un nome al male che si prova. E nulla come la diagnosi precoce produrrebbe, grazie ad un intervento terapeutico tempestivo, un vantaggio umano, sociale ed economico per i pazienti reumatologici, le famiglie e l’intera comunità, come conferma Maurizio Montecucco, presidente della Fondazione FIRA (Fondazione Italiana per la Ricerca sull’Artrite):

Il Congresso è stato anche l’occasione, da parte della SIR, per rilanciare gli interventi previsti, dall’implementazione dei sistemi di sorveglianza sulla prevalenza di fattori di rischio per malattie croniche non trasmettibili, all’informazione su corretti stili di vita e malattie croniche, fino alla programmazione di azioni mirate ad identificare precocemente i soggetti in condizioni di rischio aumentato o con patologie già in atto, per indirizzarli verso un’adeguata presa in carico.

Un tema centrale e annoso per la SIR continua ad essere quello dell’accesso alle terapie. Spiega il presidente Gerli:” i problemi legati alla prescrizione per i pazienti devono essere superati, in virtù dell’interesse superiore che tutti dobbiamo avere per la loro salute. Ci auguriamo che la procedura dei 100 giorni divenga realtà e l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) acceleri le autorizzazioni all’immissione in commercio di farmaci destinati a combattere malattie per cui non esistono trattamenti disponibili o che possano fornire ai malati un importante vantaggio terapeutico rispetto alle cure esistenti”.

Infine, da non dimenticare che i pazienti reumatologici, se colpiti dal Coronavirus, presentano un esito più severo rispetto alla popolazione generale. La situazione risulta ancora più difficile e compromessa negli over 65 e se vi è la presenza di altre malattie concomitanti come quellecardio-polmonari.

Per questo la SIR ha rinnovato l’appello a tutti i malati e caregiver affinché seguano scrupolosamente tutte le norme igieniche e per il distanziamento sociale. Compresa, ovviamente, la terza dose della vaccinazione anti-Covid, in quanto si parla di pazienti fragili.

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