• 7 July 2022

Sesso spiegato ai bambini: un atteggiamento naturale, da parte degli adulti di riferimento, può favorire un sano legame tra la sfera sessuale e quella sentimentale durante l’adolescenza

Prima o poi succede: vi guarderanno negli occhi e, con quell’innocenza che li contraddistingue domanderanno: “Mamma, papà, come si fanno i bambini?”. Tanto vale giocare d’anticipo e tenersi pronti. «Fin dai primi anni di età è importante che gli adulti di riferimento abbiano un atteggiamento naturale quando affrontano l’argomento», spiega Roberta Cacioppo, psicoterapeuta e sessuologa di Milano.

«Questo approccio può ostacolare la nascita di tabù nel processo educativo, ma soprattutto favorire la creazione di un sano legame tra la sfera sessuale e quella sentimentale: questione che diventerà poi fondamentale durante l’adolescenza. Inoltre, mantenere nel tempo un dialogo forte tra adulto e bambino può facilitare quest’ultimo nello sviluppo della propria capacità di ascoltare i segnali provenienti dal corpo, rispettandoli e permettendo quindi la maturazione di una basilare consapevolezza di sé nel rapporto sia con se stesso, sia con le altre persone».

Ecco perché le domande poste dai bambini, per quanto possano a volte sembrare imbarazzanti, diventano un importante canale di espressione della loro curiosità che esige una risposta. La replica da parte degli adulti deve essere breve e soprattutto sincera, evitando di tirare in ballo cavoli e cicogne (considerate che i bambini di oggi sono sempre più smaliziati rispetto a determinati argomenti, perché immersi in un ambiente culturale che fornisce quotidianamente immagini e contesti intrisi di rimandi espliciti alla sessualità).

«Nel proporre a un bambino determinati argomenti, occorre utilizzare un linguaggio semplice e adatto alla loro età, così da non generare malintesi o dubbi: il modo di esprimersi dei piccoli è essenziale e immediato, racconta la realtà così com’è e non permette interpretazioni diverse», sottolinea la dottoressa Cacioppo.

Fin qui tutto chiaro, ma come si devono comportare i genitori di fronte all’atto masturbatorio dei propri figli? «Può sembrare difficile da riconoscere, ma la masturbazione infantile è un fenomeno del tutto normale e fa addirittura parte del naturale sviluppo del bambino», tranquillizza la sessuologa. «In questo senso eventuali atti masturbatori non devono preoccupare eccessivamente gli adulti, che tuttavia hanno il compito di affrontare l’argomento con la sincerità di cui si è parlato poco sopra.

Diverso il caso in cui il bambino venga sorpreso a masturbarsi in pubblico (anche se si tratta di familiari), per cui occorre intervenire in modo esplicito spiegandogli, con calma, che è del tutto normale che abbia voglia di accarezzarsi, ma che non dovrebbe farlo davanti a qualcuno. Se questo atteggiamento continua, soprattutto nei bambini di più di 6 anni, e arriva a rappresentare un ostacolo a un buon rapporto con gli altri, può risultare utile consultare uno psicologo dell’età evolutiva.

Può anche succedere che un bambino dai 3 anni in poi assuma atteggiamenti masturbatori come atti di consolazione in momenti in cui non sa gestire le proprie emozioni (soprattutto rabbia e tristezza), o in cui sente la necessità di allontanare la noia. In questo caso la masturbazione diventa un sostituto piacevole e appagante, la cui validità non deve però stabilirsi come unica modalità per far fronte a momenti di sconforto, pena il rischio che diventi un comportamento compulsivo. Anche in questo caso è quindi fondamentale affrontare l’argomento direttamente, con delicatezza e comprensione, cercando di restituire un senso a ciò che succede, così da renderlo comprensibile al piccolo».

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